Telefono erotico trans a confronto con la transizione di Clelia

Oggi abbiamo conosciuto la storia di Clelia, donna che fino a pochi mesi fa proprio donna non era: la sua storia comincia con il nome di Claudio, ragazzo cresciuto nella Milano bene che per tutta una serie di ragioni legate a una identità forzata non è mai riuscito ad ambientarsi sul serio né scuola né tra gli amici.

A un certo punto Claudio ha appreso le ragioni che lo tenevano asserragliato nella sua stessa vita: un’identità che non riconosceva più come sua. Per questo motivo, compiuta la maggiore età e cominciato a guadagnare qualche soldo coi primi lavoretti, il ragazzo ha preso la decisione di cambiare genere e di sfruttare questa sua storia fatta di drammi e spese in quello che oggi viene visto come un punto di forza nel business del telefono erotico trans!

Ebbene sì, perchè checché se ne dica le persone transessuali si ritrovano a dover camminare su una strada in salita in molti ambiti del vivere quotidiano, ma nel particolare mondo dei telefoni porno xxx sono quelle più gettonate e apprezzate di tutte.

Che poi, a volerla dire tutta, nella gran parte dei casi a provare piacere nel fare sesso con loro sono proprio quegli uomini che “fuori” sbeffeggiano l’omosessualità e si prendono gioco delle persone trans. Ma si sa che l’Italia non brilla né di coerenza né di trasparenza, per cui le telefoniste che lavorano nel settore sanno molto bene di come questa sia una tendenza consolidata!

Ma a loro così come alla nostra Clelia, tutto ciò non importa: quel che conta è che indipendentemente da chi sia il chiamante, l’uomo che sta dall’altra parte della cornetta telefonica abbia voglia di fare del sesso telefonico senza limiti usando un vero telefono erotico basso costo. Che in lui gravitino pensieri impuri, che in lui circoli un desiderio innato di scopare e che la sua eccitazione lo spinga ad afferrare ciò che di bello e attraente c’è nel corpo di una persona trans.